Mobilitarsi contro il Green pass: si può fare di più

Mobilitarsi contro il Green pass: si può fare di più. Ad esempio, invece di limitarsi a maledirlo come strumento finalizzato a rendere eterno uno stato di emergenza, spiegare che ci sarebbero ben più efficaci strumenti per uscire dall’incubo Covid.

Ad esempio, quelli riportati nel programma del Comitato Covid Basta Paura

PER SALVARE IL NOSTRO FUTURO, LA SALUTE, IL LAVORO, LA DIGNITÀ

Il governo italiano, dopo aver diffuso il terrore per costringerci a stare chiusi in casa per mesi e  gestito una emergenza che ha prodotto 130.000 morti (quasi tutti, malati spediti in ospedali da medici impediti a curare a domicilio) ora, in nome del raggiungimento di una fantomatica “immunità di gregge”(impossibile ad ottenersi – secondo innumerevoli virologi e immunologi – con questi vaccini e questo virus) pretende, tramite il green pass, di imporre i vaccini a tutti (e da gennaio, anche ai bambini sopra i due mesi).

Noi diciamo NO a questa vessatoria e pericolosa gestione dell’emergenza, – finalizzata solo a perpetuare una dittatura sanitaria – che, dopo il fallimento delle campagne vaccinali viene oggi abbandonata da sempre più numerosi paesi .

NOI VOGLIAMO

  • Fine dell’obbligo vaccinale e del green pass. Vaccini consigliati (non imposti) alle sole categorie a rischio (anziani, immunodepressi…) previa prescrizione medica e indagine sierologica che escluda il raggiungimento di una già raggiunta immunità. Altro che “consenso informato” che, oggi, deve essere firmato dal vaccinando, nonostante nulla si sappia sugli effetti a breve e medio periodo di questi vaccini.
  • Piena autorizzazione a cure già rivelatesi efficaci contro il Covid. Cure  che, ancora oggi restano “in attesa di sperimentazioni” che non sono neanche cominciate. Cure che sono state ufficialmente negate perché solo così è stato possibile autorizzare la somministrare vaccini sperimentali. E così, mentre, oscenamente, nell’aprile 2021, è stato reimposto il fallimentare protocollo “Tachipirina e vigile attesa”, in Giappone (a luglio, solo il 30% della popolazione vaccinata, 126 milioni di abitanti, una densità e una anzianità di popolazione tra le più alte del mondo), grazie all’antivirale Avigan usato già agli inizi dell’emergenza i morti per Covid (per lo più over 85) sono stati finora 17.000.
  • Basta con gli inaffidabili tamponi (ci sono costati finora 3,5 miliardi di euro) che, applicando arbitrariamente differenti cicli di amplificazione servono solo ai governatori regionali (diventati oggi acclamati “sceriffi”) a scovare fantomatici “focolai di Covid” e a terrorizzare una popolazione che si crede “sana” solo perché sottoposta a tamponi a basso numero di cicli di amplificazione. Vogliamo, invece, come si sta facendo in altri paesi, una efficace struttura, gestita dallo Stato e basata sul continuo monitoraggio di un campione rappresentativo della popolazione, finalizzata ad identificare  non solo il tasso del contagio ma soprattutto quello dell’immunità cellulare acquisita con l’esposizione al virus.
  •  Fine delle inutili e vessatorie “misure profilattiche”. Mascherine, distanziamento sociale, lockdown… non servono a fermare un virus, asintomatico nel 90% dei casi e che, già endemico, circolerà per decenni nella popolazione. Lo hanno già capito in Danimarca, Gran Bretagna, numerosi stati degli USA…. e in molti altri paesi dove la maggior parte delle misure di restrizione sono state abolite e dove il solo riscontro della “positività” in un soggetto non determina la sua quarantena né la chiusura delle strutture dove svolge la sua attività.
  • Basta con il terrorismo mediatico e la censura: sia concesso l’accesso in TV e sui media anche a medici e ricercatori finora emarginati e/o diffamati. Tutta la documentazione relativa all’emergenza (cartelle cliniche dei “morti per Covid”, dati sulle modalità di utilizzo dei tamponi, contratti con aziende farmaceutiche e strutture private…) deve essere messa a disposizione del Parlamento, dei ricercatori e del pubblico.
  • Piena funzionalità dei reparti ospedalieri e degli ambulatori medici oggi “chiusi per Covid”; attivazione delle USCA (oggi, scandalosamente, dirottate alle vaccinazioni); ripristino della medicina di base e preventiva, oggi al collasso, come attestato dall’impennata delle mortalità per malattie cardiache e tumorali.

Comitato Covid Basta Paura

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