Covid: uno spettro si aggira per l’Europa

Manifesto del Comitato Covid19 – Basta Paura

Covid, uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro dell’untore. Contro di esso, ogni giorno dalle TV, accuse, diffamazioni, censure. L’untore, che con i suoi dubbi, comportamenti, esigenze… rischia di mettere in crisi una gestione dell’emergenza che, supportata dagli innumerevoli ipocondriaci che è riuscita a creare, ha già prodotto una ecatombe e miseria per milioni di persone.

Ma chi sono gli untori? Sono quei pochi medici che, sfidando le direttive del Governo, continuano ad assistere i loro pazienti; ricercatori che osano criticare i diktat degli “esperti” da talk-show; lavoratori che non vogliono più elemosinare sussidi; genitori ai quali è impedito vedere i loro figli prendere il sole o a scuola; i tanti che non si rassegnano ad un mondo fatto di imposizioni, solitudine, terrorismo mediatico, censura…

Noi, ci rivolgiamo a loro per dire che non basta più lamentarsi o criticare quanto ci viene imposto, ma che bisogna aggregarsi intorno ad un programma per dar vita ad un grande movimento per lanciare una nuova gestione dell’emergenza capace di farci uscire dall’ incubo Covid che rischia, altrimenti, di protrarsi per anni.

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Programma per una nuova, efficace, gestione dell’emergenza Covid

Dopo un anno, la strategia italiana del lockdown e del terrorismo mediatico (dapprima dileggiata da tutti i governi e poi adottata dovunque, visto che trasforma i cittadini in passivi sudditi) si rivela sempre più incapace di fermare il Covid. Nonostante ciò, si annunciano nuove restrizioni che, quando si riveleranno inefficaci, saranno usate per colpevolizzare fantomatici “irresponsabili” che non le avrebbero rispettate.

Il tutto attestato da inaffidabili tamponi, da innumerevoli “morti per Covid” (quasi tutti deceduti per altre patologie che oggi non vengono curate per il collasso della medicina territoriale) e nella generale illusione che gli attuali vaccini sperimentali (che non garantiscono una immunità permanente e che non impediscono al vaccinato di potere contagiare) possano farci uscire da una generale miseria e da vessatorie misure che, essendo l’infezione da Sars-Cov-2 (asintomatica nel 95% dei casi e pericolosa quasi esclusivamente per gli anziani) incapace di determinare una immunità duratura, rischiano di protrarsi per decenni.  

Di fronte a questo fallimento, ad un virus ormai ENDEMICO nella popolazione – e che non si potrà schiodare da essa con mascherine, tamponi, quarantene, lockdown e scuole chiuse – cominciano a levarsi proposte, espresse anche da valenti ricercatori e medici, per una differente strategia per affrontare il Covid. Proposte subito additate come “negazioniste” da un governo e da “esperti” che se oggi ammettessero di aver finora sbagliato tutto, sarebbero travolti, prima ancora che da critiche, da una folla inferocita.

Facciamo nostre queste proposte.

Cosa vogliamo

Istituzione di un’affidabile struttura nazionale di monitoraggio Basta con gli inaffidabili tamponi disseminati arbitrariamente e caoticamente dalle Regioni per contare il numero dei “positivi”, quasi fossero soggetti pericolosi da chiudere da qualche parte. Vogliamo, invece, che l’andamento dell’epidemia sia monitorato dallo Stato attraverso periodiche indagini nazionali – effettuate su volontari, rappresentativi delle varie fasce di popolazione – che controllino, soprattutto il raggiungimento dei vari livelli di immunità acquisiti dalla popolazione. Il solo riscontro della “positività” in un soggetto coinvolto in questa indagine non dovrà determinare la sua quarantena né la chiusura delle strutture dove svolge la sua attività.

Unica direzione dell’emergenza Covid. Fine del mercanteggiamento tra “esperti”, consulenti, Regioni, governo… Una deresponsabilizzante situazione che, ad esempio, ha permesso a Conte di decretare, impunemente, il lockdown del 9 marzo 2020 contro il parere del, pur impresentabile, Comitato tecnico scientifico. Chiediamo, quindi, un’unica direzione sanitaria nazionale dell’emergenza da affidare ad un solo epidemiologo, il quale sarà responsabile delle sue indicazioni al presidente del Consiglio, ai ministri e ai direttori dei vari dicasteri.

Fine delle vessatorie e inutili misure di restrizione. Basta con l’illusione di fermare – con lockdown, mascherine, distanze di sicurezza, chiusure delle scuole… – una “infezione” oggi endemica, asintomatica al 95%, e che può essere efficacemente affrontata, anche quando colpisce gli anziani, con tempestive cure.

Ripristino della medicina territoriale. Riapertura degli ambulatori dei medici di base e, quando questo fosse problematico, identificazione di idonee strutture del Demanio dismesse nelle quali far svolgere le attività ambulatoriali. Cancellazione dalla convenzione con il Servizio sanitario per i medici di base che rifiutano indispensabili visite a domicilio o che rifiutano il loro eventuale inserimento nelle USCA (Unità speciali di continuità assistenziale). Vogliamo, inoltre, che vengano favorite tutte quelle attività (anche quelle oggi proibite e/o inerenti la sfera psico-fisica) volte a favorire il rafforzamento del sistema immunitario.

Efficaci misure di protezione per le categorie a rischio.  Basta con le onnipresenti “mascherine” chirurgiche che non bloccano certo la circolazione di un virus ormai endemico nella popolazione. Proteggiamo, invece, le categorie a rischio (anziani e immunodepressi), alle quali – senza pretendere che si chiudano in casa e senza imposizioni – dovranno essere forniti efficaci dispositivi di bio-protezione, un servizio gratuito di consegna a casa della spesa e della pensione, bonus taxi per evitare che si affollino nei mezzi pubblici… e, soprattutto assistenza medica domiciliare.

Vaccinazioni non obbligatorie (e senza restrizioni per coloro che le rifiuteranno) precedute da test per accertare anche l’eventuale immunità già acquisita. Si chiede, inoltre che coloro decideranno di sottoporsi a vaccinazione siano pienamente informati che questa non impedisce al virus di ripresentarsi e di essere ritrasmesso.

Completa informazione a disposizione di tutti. Tutta la documentazione relativa all’emergenza (ad esempio: le cartelle cliniche dei “morti per Covid”, gli studi scientifici che supportano la gestione dell’emergenza, i motivi dell’esclusione/inserimento di farmaci o terapie, i contratti con aziende farmaceutiche…) deve essere messa subito a disposizione del Parlamento, dei ricercatori e del pubblico.

Basta con il terrorismo mediatico e la censura: chiediamo (soprattutto al servizio pubblico RAI), anche per salvaguardare la salute mentale dei tanti anziani relegati davanti la TV, una informazione responsabile non finalizzata a terrorizzare la popolazione, per farle accettare qualunque imposizione del Governo, bensì a incoraggiarla e infonderle un senso di speranza e fiducia nel futuro. Chiediamo, inoltre, che sia garantito l’accesso in TV anche a medici e ricercatori finora emarginati.

Adeguate misure per le categorie in crisi. Bisogna impedire che la crisi economica aggravata dalla gestione dell’emergenza Covid continui a favorire l’arricchimento di pochi. E questo può essere ottenuto anche ostacolando, ad esempio, la svendita di esercizi commerciali, l’estensione degli acquisti on line e del telelavoro, (che rischia di riproporre per tanti impiegati la sorte toccata agli addetti ai call-center, oggi tutti ubicati in nazioni povere). Per quanto riguarda i sussidi per i tanti oggi in miseria, questi devono essere finanziati non già tagliando stipendi e pensioni, o incravattandoci con il Recovery Fund o il MES, bensì con l’emissione di titoli di stato (che possa attirare l’enorme liquidità esistente nel nostro paese) e ritrovando la nostra sovranità monetaria oggi impedita dai vampiri dell’Unione Europea.

Napoli, 23 marzo 2021

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