Perché la Campania in Zona Rossa?

Perché la Campania in Zona Rossa?  Sabato 13 marzo Piazza Dante, Napoli, ore 11 – Manifestazione-presidio informativo organizzata da Liberiamo l’Italia e dal Comitato Covid19-Basta Paura

https://www.facebook.com/events/143545977647919

Assolutamente ingiustificato l’inserimento della nostra Regione nella Zona Rossa. E a peggiorare le cose si prospettano altre vessatorie misure, assolutamente inutili dal punto di vista sanitario.

Per una nuova, efficace, gestione dell’emergenza. Contro quella finora imposta (tradottasi in “100.000 morti per Covid”, in tanti morti per altre patologie per  l’impossibilità di potere accedere alle cure sanitarie, nella miseria per innumerevoli persone, nella chiusura delle scuole….) sabato  13 marzo ore 11, presidio informativo – manifestazione.

La Campania aveva i numeri (anche quelli delle strutture sanitarie) per restare in zona arancione. Ma, come attestato anche da “Il Sole 24 Ore” diventa rossa per esplicita richiesta della Regione. Perchè? Forse, perchè con i “ristori” pagati dallo Stato, aumenta la schiera dei tanti pronti a mendicare davanti a de Luca che, con questo sistema, ha stravinto le elezioni regionali.

Ancora più irritante la giravolta del sindaco de Magistris che è passato, dalla giusta difesa del diritto dei Napoletani a passeggiare alla Riviera di Chiaia, a scimmiottare de Luca sperando che qualcuno si ricordi ancora di lui.

Ma davvero dobbiamo continuare con i lockdown e la “caccia all’untore”, considerando che, già a marzo 2020, i contagiati in Italia dal virus Sars-Cov-2 (asintomatico al 95% e pericoloso principalmente per gli over -80) erano decine di milioni e che oggi il virus è endemico? 

Ma davvero dobbiamo continuare a basarci su tamponi dichiarati, come quelli “rapidi”, inaffidabili persino dall’Istituto superiore di Sanità?

COSA CHIEDIAMO

•             Unica direzione dell’emergenza Covid. Fine del mercanteggiamento tra “esperti”, consulenti, Regioni, governo… Una deresponsabilizzante situazione che, ad esempio, ha permesso a Conte di decretare il lockdown del 9 marzo contro il parere del Comitato Tecnico Scientifico. Chiediamo, quindi, un’unica direzione sanitaria dell’emergenza da affidare ad un solo epidemiologo, il quale sarà responsabile delle sue indicazioni al capo del governo, ai ministri e ai direttori dei vari dicasteri.

•             Istituzione di un’affidabile struttura nazionale di monitoraggio del contagio. Basta con gli inaffidabili tamponi disseminati arbitrariamente dalle Regioni. Il monitoraggio del contagio e della immunità deve essere garantito da una campagna gestita dallo Stato. Il solo riscontro della “positività” in un soggetto non deve determinare la sua quarantena né la chiusura delle strutture dove svolge la sua attività.

•             Efficaci misure di protezione per le categorie a rischio.  Basta con le onnipresenti “mascherine” chirurgiche che non bloccano certo la circolazione di un virus ormai endemico nella popolazione. Proteggiamo, invece, le categorie a rischio (anziani e immunodepressi), alle quali – senza pretendere che si chiudano in casa e senza imposizioni – dovranno essere forniti efficaci dispositivi di bio-protezione, un servizio gratuito di consegna a casa della spesa e della pensione, bonus taxi per evitare che si affollino nei mezzi pubblici… e, soprattutto assistenza medica domiciliare.

•             Vaccinazioni non obbligatorie (e senza restrizioni per coloro che le rifiuteranno). Con vaccini che non devono limitarsi a quelli a RNA messaggero (come quelli Pfizer e Moderna, potenzialmente molto più pericolosi di altri) e preceduti da test per accertare anche l’eventuale, pur provvisoria, immunità già acquisita. Si chiede, inoltre che coloro decideranno di sottoporsi a vaccinazione siano pienamente informati sui rischi e i benefici inerenti alla loro scelta.

•             Fine di TUTTE le misure di restrizione. Basta con l’illusione di fermare – con lockdown, mascherine, chiusure, distanze di sicurezza… –  una “infezione” oggi endemica, asintomatica al 95% e che può essere efficacemente affrontata, anche quando colpisce gli anziani, con tempestive cure.

•             Ripristino e potenziamento della medicina territoriale.  Riapertura degli ambulatori dei medici di base e, quando questo fosse problematico, identificazione di idonee strutture del Demanio dismesse nelle quali far svolgere le attività ambulatoriali. Cancellazione dalla convenzione con il Servizio sanitario per i medici di base che rifiutano indispensabili visite a domicilio o che rifiutano il loro eventuale inserimento nelle USCA (Unità speciali di continuità assistenziale).

•             Completa informazione a disposizione di tutti. Tutta la documentazione relativa all’emergenza (ad esempio: le cartelle cliniche dei “morti per Covid”, gli studi scientifici che supportano la gestione dell’emergenza, i motivi dell’esclusione/inserimento di farmaci o terapie, i contratti con aziende farmaceutiche…) deve essere messa a disposizione del Parlamento, dei ricercatori e del pubblico. Basta con il terrorismo mediatico e la censura: sia concesso l’accesso, soprattutto alla RAI e su internet, anche a medici e ricercatori finora emarginati.

•             Adeguate misure per le categorie in crisi. Bisogna impedire che la crisi economica aggravata dalla gestione dell’emergenza Covid continui a favorire l’arricchimento di pochi. E questo può essere ottenuto anche ostacolando, ad esempio, la svendita di esercizi commerciali, l’estensione degli acquisti on line e del telelavoro, (che rischia di riproporre per tanti impiegati la sorte toccata agli addetti ai call-center, oggi tutti ubicati in nazioni povere). Per quanto riguarda i sussidi per i tanti oggi in miseria, questi devono essere finanziati non già tagliando stipendi e pensioni, o incravattandoci con il Recovery Fund o il MES, bensì con l’emissione di titoli di stato (che possa attirare l’enorme liquidità esistente nel nostro paese) e ritrovando la nostra sovranità monetaria oggi impedita dai vampiri dell’Unione Europea.

Please follow and like us:
error2
Tweet 20
fb-share-icon20