COVID: ma davvero l’unica cosa da fare è rassegnarsi?

(nella foto di copertina una via di Stoccolma oggi)

Ma, perché – così come si prospetta dal prossimo DPCM – la Messa di mezzanotte a Natale si farà alle 20 (l’Unione Europea suggerisce addirittura di vedersela solo in TV) mentre, a dicembre, i centri commerciali saranno aperti? E perché ieri in Italia ci sono stati 785 “morti per Covid” e in Svezia solo 3?  

E già si annuncia una terza e, pure, una quarta “ondata” epidemica che ci toglierà altre libertà.

Ma davvero dobbiamo rassegnarci ad un mondo senza scuola, senza contatti umani, senza lavoro, dove l’unica “risorsa” dovrebbero essere pericolosi vaccini e obbedire ad “esperti” che affermano tutto e il contrario di tutto pur di troneggiare in TV ad applaudire il Governo?

Se non siete d’accordo, date una occhiata al testo che segue:

BASTA CON QUESTA FOLLE GESTIONE DELL’EMERGENZA COVID

Il Governo, dopo averci fatto spendere due miliardi di euro per “mettere in sicurezza” le scuole ha permesso la loro – inspiegata – chiusura da parte di un De Luca che, dopo le prime manifestazioni di protesta si è rimangiato parzialmente la decisione, annunciando, comunque, un lockdown regionale totale che si è rimangiato dopo le manifestazioni del 23 ottobre imponendo il coprifuoco alle 23.  Si consola scovando “focolai di Covid” (persone asintomatiche risultate positive ai tamponi che gli permettono di imporre vessatorie, e inutili dal punto di vista sanitario, “zone rosse”) e creando fucine di clientele come gli “alberghi per asintomatici” o laboratori diagnostici privati che, dopo l’effettuazione del tampone, possono rilasciare sospetti certificati di negatività.

Ancora più caotica e grave la situazione a livello nazionale dove l’”aumento dei contagi” (prodotto da innumerevoli tamponi ad elevata amplificazione RT-PCR che attestano la “positività” anche davanti a tracce di un virus non più attivo) e il terrorismo mediatico stanno facendo riversare innumerevoli malati lievi da Covid (che potrebbero essere curati, con successo, a casa se solo funzionasse una medicina territoriale o le “Unità speciali di continuità assistenziale” scandalosamente non  attivate dalle Regioni) e ipocondriaci negli ospedali. Collassa così il sistema sanitario dove, perdurando la psicosi del “contagio” già oggi, migliaia di persone, anche se affette da patologie gravi, non possono essere ricoverate o curate.

INVECE DELLA CACCIA ALL’UNTORE, UNA EFFICACE STRATEGIA PER USCIRE DALL’EMERGENZA

Il virus SARS-Cov-2, al 90% asintomatico (e cioè che non provoca nemmeno una febbricola) già a febbraio aveva contagiato milioni di italiani. E, per la sua peculiarità, non lo si schioda dalla popolazione con mascherine, divieti di assembramenti, “alberghi per contagiati” o lockdown. Questo virus, come attestato da innumerevoli ricercatori, rimarrà, verosimilmente, per decenni, nella popolazione; come, ad esempio, quello della varicella. Ma oggi, nonostante gli impedimenti del governo che ne hanno rallentato la scoperta (vedi il caso delle autopsie) per il Covid abbiamo le cure. Quindi, invece di riproporre gli errori di marzo, scatenare la caccia all’untore e imporre divieti, bisogna, strutturare in Italia la stessa strategia che ha permesso ad un paese dell’Unione europea come la Svezia e ad altre nazioni di uscire dall’emergenza e incamminarsi verso la piena normalità.

COSA CHIEDIAMO

Proteggere le categorie a rischio (come iper-anziani e immunodepressi) non certo chiudendoli in gabbia e gettando la chiave ma garantendo ad essi efficaci dispositivi provvisti di filtri (non le inutili mascherine), un servizio gratuito di consegna a casa della spesa e della pensione, percorsi preferenziali negli uffici pubblici, bonus taxi per evitare che si affollino nei mezzi pubblici….

Potenziamento della medicina territoriale anche rendendo fruibili gli ambulatori medici.

Un’unica direzione dell’emergenza affidata allo Stato non ai governatori regionali che la usano solo per aumentare consenso e clientele.

Una sorveglianza epidemiologica condotta dallo Stato non dalle Regioni che, usando inaffidabili tamponi, scovano “focolai di Covid” per le loro vessatorie iniziative, assolutamente inutili dal punto di vista sanitario.

Una trasparente informazione, non l’attuale terrorismo mediatico e istituzionale, basato su “positivi” da compatire e dove nulla ci viene detto sulla storia clinica dei “morti per Covid”.

La revoca immediata dello stato d’emergenza, dei DPCM e delle ordinanze regionali permettendo così il pieno ripristino di tutte le attività.

Adeguati e immediati sussidi per le categorie in crisi; sussidi finanziati non già tagliando stipendi e pensioni o incravattandoci con il Recovery Fund o il MES. Per affrontare la crisi, la Svezia, che gode della sovranità monetaria, ad esempio, ha appena stampato 800 miliardi di corone (circa 73 miliardi di euro). A noi questo viene impedito dai vampiri dell’Unione Europea.

Comitato Covid19 Basta Paura

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