Ma serve davvero il lockdown?

Natale senza cenone? Si direbbe di sì, considerate le direttive del coordinatore del Comitato tecnico scientifico. E dopo Natale? Ancora lockdown considerata la già sicura “terza ondata”. E già si paventa la quarta.  Insomma, Lockdown a vita: tutti chiusi in casa a tremare davanti la televisione. Ma perché (nonostante le buffonate che ci raccontano i media) in paesi dove la gestione dell’emergenza non è stata funestata dai lockdown i morti giornalieri per Covid si contano sulle dita di una mano mentre l’Italia (insieme all’Iran, strangolato dalle sanzioni) continua a vantare il record mondiale di mortalità per abitanti? È colpa del virus o di una fallimentare gestione dell’emergenza?

Ma servono davvero questi lockdown? Si direbbe di no leggendo una notizia  (della quale, ovviamente, nessuno in TV ha detto niente) che rimanda ad un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica New England Journal of Medicine che attesta che neanche un lockdown con militari davanti all’uscio di casa impedirebbe il propagarsi del virus. Ma poi dovrebbe essere questo l’obiettivo per un virus, quale il Sars-Cov-2, asintomatico nel 95 per cento dei casi e che crea problemi quasi esclusivamente agli anziani e agli immunodepressi? Un virus che, con buona pace delle bugie del governo, già a marzo, contagiava milioni di italiani? Un virus che provoca immunità solo nel 10 per cento della popolazione e che, verosimilmente, al pari di tanti altri virus, resterà radicato nella popolazione umana per decenni?

Noi crediamo che per fronteggiare questa situazione le iniziative debbano essere ben altre e, schivando le accuse di “negazionismo”, (che ci vengono lanciate anche da chi a febbraio inneggiava a iniziative quali #milanononsiferma) testardamente, continuiamo a proporre un programma che abbiamo già pubblicato in volantini che abbiamo distribuito per strada e che, non potendolo più fare, riproduciamo qui.

Proteggere le categorie a rischio (come iper-anziani e immunodepressi) non certo chiudendoli in gabbia e gettando la chiave ma garantendo ad essi efficaci dispositivi provvisti di filtri (non le inutili mascherine), un servizio gratuito di consegna a casa della spesa e della pensione, percorsi preferenziali negli uffici pubblici, bonus taxi per evitare che si affollino nei mezzi pubblici….

Potenziamento della medicina territoriale anche rendendo fruibili gli ambulatori medici.

Un’unica direzione dell’emergenza affidata allo Stato non ai governatori regionali che la usano solo per aumentare consenso e clientele.

Una sorveglianza epidemiologica condotta dallo Stato non dalle Regioni che, usando inaffidabili tamponi, scovano “focolai di Covid” per le loro vessatorie iniziative, assolutamente inutili dal punto di vista sanitario.

Una trasparente informazione, non l’attuale terrorismo mediatico e istituzionale, basato su “positivi” da compatire e dove nulla ci viene detto sulla storia clinica dei “morti per Covid”.

La revoca immediata dello stato d’emergenza, dei DPCM e delle ordinanze regionali permettendo così il pieno ripristino di tutte le attività.

Adeguati e immediati sussidi per le categorie in crisi; sussidi finanziati non già tagliando stipendi e pensioni o incravattandoci con il Recovery Fund o il MES. Per affrontare la crisi, la Svezia, che gode della sovranità monetaria, ad esempio, ha appena stampato 800 miliardi di corone (circa 73 miliardi di euro). A noi questo viene impedito dai vampiri dell’Unione Europea.

Comitato Covid19 – Basta paura

Please follow and like us:
error1
Tweet 20
fb-share-icon20