Tar del Lazio e medicina territoriale: perché nessuno ricorda le responsabilità del governo?

Tutti sui media a invocare la fantomatica “medicina territoriale” e a maledire i circa 35.000 medici di base che, con la recente sentenza del TAR Lazio, possono esimersi dal visitare a domicilio i loro pazienti Covid costringendo questi, quando i sintomi non curati sono diventati gravissimi, ad andare a morire negli ospedali.

Strano, comunque, che nessuno vi dica delle responsabilità del governo in questa assurda storia.

Storia cominciata a marzo quando il governo – dopo essersi baloccato con iniziative quali #milanononsiferma e senza preoccuparsi di dotare almeno il personale sanitario di dispositivi di protezione individuale (neanche mascherine con filtranti facciali FFP) – al verificarsi dei primi casi di Covid andava nel panico imponendo il lockdown e una conseguente terroristica campagna mediatica che assegnava, fraudolentemente, al virus Sars-Cov-2 uno spaventoso tasso di letalità. Questo autorizzava molti medici di famiglia (preoccupati anche per l’incolumità delle loro famiglie) a sostituire alle visite domiciliari e ambulatoriali una qualche telefonata; pratica che veniva istituzionalizzata dal Decreto Cura Italia. Successivamente veniva decretata la nascita delle USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale, preposte alle visite a domicilio di pazienti Covid) che avrebbero dovuto essere gestite dalle Regioni; in Campania, tanto per dirne una, delle 120 USCA previste, a novembre ne funzionano solo 12.

USCA in nome delle quali è stata emessa la sconcertante sentenza del TAR Lazio. Sentenza incredibilmente, salutata positivamente dall’illustre Andrea Crisanti, già ospite fisso di talk show. Chissà a quanti altri sarà ora invitato a partecipare.

Comitato Covid19 Basta Paura

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1 commento

  1. Su questo dovremmo a mio avviso concentrarci.
    Ho osservato che nonostante siano disponibili da 9 mesi informazioni chiare sulle cure (anche piuttosto semplici) da riservare alle complicanze di questo virus, peraltro simili alle complicanze di altri virus parainfluenzali, le persone, alcuni medici compresi, si mostrano scettiche.
    Questo succede soprattutto perché di fatto, tali cure VENGONO NEGATE. Di ciò hanno precisa responsabilità il capo del governo, il ministro della salute, il comitato tecnico scientifico di cui non è mai stata chiara la funzione, e tutti gli enti che hanno coperto, depistato e negato costantemente la realtà, continuando a dire che “non ci sono cure”.
    In effetti se non vengono erogate e i pazienti sono lasciati soli “finchè non peggiorano”, è come se non ci fossero.
    Innumerevoli sofferenze e molte morti avrebbero potuto essere evitate con una facilità che lascia attoniti.
    Conosco tanti medici che hanno curato i propri pazienti, e sono quasi tutti medici di famiglia che sono andati contro le disposizioni governative.
    Il governo è responsabile di una strage.

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