Covid19: il virus della paura

Pubblicato il libro di Giulio Tarro COVID: IL VIRUS DELLA PAURA qui la scheda del libro

Se l’emergenza Covid in Italia è diventata una ecatombe, la responsabilità è certamente di chi, non avendo pianificato nulla per affrontare l’epidemia, l’ha dapprima ritenuta impossibile (vedi #milanononsiferma o “Covid: Rischio Zero”) e poi ha preteso di bloccarla costringendo tutta la popolazione a stare chiusa a casa. E, per fare questo, si è ricorso – oltre ad una terroristica informazione – ad una evidente falsità: considerare contagiati SOLO coloro che risultavano positivi ai pochi tamponi disseminati qua e là dalle Regioni e considerare come “morti per Covid” TUTTI coloro che, prima o dopo la morte, risultavano positivi al tampone.

Si è istituzionalizzato, così, in Italia un tasso di letalità del virus SARS-CoV-2 elevatissimo (28 volte superiore a quello della Germania) che, certamente, convinceva tutti a restare a casa ma che, impedendo visite al domicilio di persone che mostravano qualche sintomo sospetto (medicina territoriale), mandava queste a morire negli ospedali (dove già si registrano ogni anno 50.000 morti per infezioni ospedaliere).

Successivamente, con l’allentamento delle “misure profilattiche” – imposto per dare una, pur flebile, boccata di ossigeno alle tante attività economiche che stavano morendo – per mantenere il consenso, invece di puntare su un rapido ripristino della normalità, come avveniva in altri paesi, basandosi sui milioni di ipocondriaci creati dalla gestione della emergenza, si sono pianificate, per fronteggiare un fantomatico “ritorno dell’epidemia” nuove “misure profilattiche” assolutamente insensate dal punto di vista sanitario, come l’obbligo della vaccinazione antiinfluenzale o della mascherina a scuola.

Se questo è potuto accadere, gravissima è la responsabilità di tanti cialtroni, presentati come “scienziati”, che, non solo hanno taciuto sulle follie di questa gestione dell’emergenza, ma che, continuano ad assecondarle, sperano, così, di potere essere ancora utili ai loro sponsor per farci accettare una società fatta di assurdi divieti e di vaccini. Il tutto mentre continua ad impazzare una diffamatoria campagna stampa contro chiunque si permette di evidenziare le follie che ha costellato questa gestione dell’emergenza che, oltre ad aver provocato un numero spropositato di morti, ha gettato nella miseria milioni di Italiani.

È possibile che le voci critiche su questa gestione dell’emergenza, che già si sentono qua e là, portino ad una Commissione di inchiesta parlamentare degna di questo nome e, cosa ancora più importante, ad un risveglio dei tanti oggi intrappolati nell’ipocondria? Lo spero. Nonostante quello che sentenziava Mark Twain: «È più facile ingannare la gente piuttosto che convincerla di essere stata ingannata

Giulio Tarro, 5 giugno 20202

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