FACCIAMO COME IN SVEZIA: PROTEGGIAMO LE CATEGORIE A RISCHIO E RIAPRIAMO TUTTO

PROTEGGIAMO LE CATEGORIE A RISCHIO E RIAPRIAMO TUTTO

BASTA CON QUESTA FOLLE GESTIONE DELL’EMERGENZA COVID

Il Governo, sbandierando un “aumento dei contagi” (prodotto da innumerevoli tamponi ad elevata amplificazione RT-PCR che attestano la “positività” anche davanti a tracce di un virus non più attivo) e senza dirci che il virus SARS-Cov-2, (al 90% asintomatico, e cioè che non provoca nemmeno una febbricola) già da febbraio aveva contagiato milioni di italiani impone lo stesso terrorismo mediatico e le stesse misure che hanno determinato l’ecatombe di marzo-aprile.

E così, anche ora, assente una medicina territoriale e diventate fantomatiche le “Unità speciali di continuità assistenziale” che potrebbero curare a casa loro, malati lievi di Covid e migliaia di ipocondriaci si stanno riversando sugli ospedali determinandone il collasso.

E il Governo, dopo averci fatto spendere due miliardi di euro per “mettere in sicurezza le scuole” e imposto ai titolari di esercizi commerciali costose misure di profilassi, chiude le scuole e manda sul lastrico migliaia di esercenti  mentre  tanti “governatori sceriffi” sbandierando fantomatici “focolai di Covid” (persone sanissime, asintomatiche risultate positivi ai tamponi) impongono lockdow (come quello di Arzano nato solo per punire i cittadini che avevano osato ribellarsi. La verità è che il governo sta usando il terrore pur di non essere travolto da una popolazione sempre più incazzata e impoverita.

Teacher Patricia Sjöberg with students, Årstaskolan.

INVECE DELLA CACCIA ALL’UNTORE, UNA EFFICACE STRATEGIA PER USCIRE DALL’EMERGENZA

Il virus SARS-Cov-2, come attestato da tutti i virologi degni di questo nome, non provocando una immunità perenne rimarrà per decenni, nella popolazione; come, ad esempio, quello della varicella. E non lo si schioda con mascherine, divieti di assembramenti, “alberghi per contagiati”, lockdown o caccia all’untore. Ma oggi nonostante gli impedimenti del governo che ne hanno rallentato la scoperta (vedi il caso delle autopsie) per il Covid abbiamo le cure. E, invece di riproporre gli errori di marzo e scatenare la caccia all’untore, bisogna, strutturare in Italia la stessa strategia che ha permesso ad un paese dell’Unione europea come la Svezia e ad altre nazioni di uscire dall’emergenza e incamminarsi verso la piena normalità.

COSA CHIEDIAMO

Proteggere le categorie a rischio (come iper-anziani e immunodepressi) garantendo ad essi efficaci dispositivi provvisti di filtri (non le inutili mascherine), un servizio gratuito di consegna a casa della spesa e della pensione, percorsi preferenziali negli uffici pubblici, bonus taxi per evitare che si affollino nei mezzi pubblici….

Potenziamento della medicina territoriale anche rendendo fruibili gli ambulatori medici.

Un’unica direzione dell’emergenza affidata allo Stato non ai governatori regionali che la usano solo per aumentare consenso e clientele.

Una sorveglianza epidemiologica condotta dallo Stato non dalle Regioni che, usando inaffidabili tamponi, scovano “focolai di Covid” per le loro vessatorie iniziative.

Una trasparente informazione, non l’attuale terrorismo mediatico e istituzionale, basato su “positivi” da compatire e dove nulla ci viene detto sulla storia clinica dei “morti per Covid”.

La revoca immediata dello stato d’emergenza, dei DPCM e delle ordinanze regionali permettendo così il pieno ripristino di tutte le attività.

Adeguati e immediati sussidi per le categorie in crisi; sussidi finanziati non già tagliando stipendi e pensioni o incravattandoci con il Recovery Fund  o il MES. Per affrontare la crisi, la Svezia, che gode della sovranità monetaria, ad esempio, ha appena stampato 800 miliardi di corone (circa 73 miliardi di euro). A noi questo viene impedito dai vampiri dell’Unione Europea.

Comitato Covid19 basta paura

www.covid19-bastapaura.it

Clikkare qui per scaricare il volantino in formato word